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Dolce che segna i rituali della Pasqua, viene
prodotto nei quaranta giorni di Quaresima. Durante la sua preparazione,
la pagnotta pasquale viene sottoposta a tre fasi di lievitazione
e su di essa viene impresso il segno della croce quasi a vole
scandire i giorni della passione. Come vuole la tradizione,
viene mangiata la mattina di Pasqua con l'uovo sodo benedetto,
una fetta di salame e vino sangiovese. Oggi è apprezzata
anche in abbinamento con il cioccolato. Viene foggiata nella
sua forma a cupola in pagnotte di oltre 2 kg di peso (questa
è la sua forma tradizionale, oggi è possibile
trovarla anche del peso di 1 kg).
A Sarsina da oltre venti anni si festeggia la "Sagra
della Pagnotta Pasquale" nelle tre domeniche
precedenti la Pasqua.
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Dolce del quale si è perso
memoria, causa le rigide norme sanitarie che vietano l'uso del
sangue. Un tempo l'ingrediente per eccellenza di questo dolce
preparato nel periodo dell'Epifania, era il primo sangue che
fuoriusciva dalla ferita inferta al maiale scannato durante
il rito pagano dell'inverno. Oggi, riproponiamo la rivisitazione
di questa ricetta sostituendo il sangue con un vino dolce conosciuto
in Romagna dall'anno 1797, ottenuto dall'infusione di foglie
di ciliegio selvatico (Ratafià). "Buon vino fa buon
sangue", pensiamo di aver espresso il suo aspetto passionale
e tenebroso.
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Catia Guerrini (2005), La Pagnotta Pasquale e il Migliaccio
- "dolci"... rituali in Val Savio,
Stampare, Cesena.
[guerrinicatia@libero.it]
"DOLCI"...RITUALI |
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EREDITA'...
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SACRO...
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...
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Per fare la Pagnotta come
abbiamo visto servivano regole ferree, bisognava essere "pure"perché
quella manipolazione portava in sé l'idea di una procreazione,
quel corpo culinario riceveva tutte le cure che solitamente
una madre dedica alla sua creatura: amore, passione, sentimento,
ansia, tempo, pazienza, saper fare, e calore;
al contrario il Migliaccio non comportava
la regola della purezza, il sangue doveva essere "strapazzato"con
una vecchia chiave, non sempre pulita.
Rilevare una sintassi non è cosa semplice anche se gli aspetti messi in evidenza ci permettono di notare come questi due riti vanno a sistema.
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Migliaccio / Pagnotta
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La
Pagnotta è
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Il
Migliaccio è
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Animale / Vegetale
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favola
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realtà
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Sangue / Farina
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speranza
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crudezza
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Non lievitato / Lievitato
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sogno
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razionalità
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Rosso / Oro
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creatività
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materialità
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Esterno / Interno
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nutrimento
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istintività
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Angoli / Curve
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angoscia
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certezza
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Impuro / Puro
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travaglio
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dolore
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Fuoco / Calore
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luminosità
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oscurità
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Inverno / Primavera
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leggerezza
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forza
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Maschio / Femmina
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